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GINECOLOGIA


Nel nostro centro

In Progetto FisioLab di Civitanova Marche le visite ginecologiche vengono effettuate previo appuntamento (vedi pagina contattateci). SERVIZIO AL MOMENTO NON DISPONIBILE

Visita ginecologica

Serve a valutare l’anatomia degli organi genitali esterni  (vulva, vagina e portio) ed interni (utero ed ovaie). Può essere condotta anche in assenza di sintomi, anzi è auspicabile che ogni donna, specie se sessualmente  attiva,  faccia una visita ginecologica di controllo una volta l’anno.

La visita si effettua dopo un’attenta anamnesi generale della paziente, dopo aver indagato l’eventuale utilizzo di farmaci e dopo aver valutato i sintomi che la donna riferisce a carico dell’apparato genitale e non solo.

La visita consiste nell’ispezione dei genitali esterni e nella successiva palpazione bimanuale (transaddominale  e transvaginale) di utero ed ovaie.  Si prosegue con l’inserimento dello speculum vaginale per  valutare il collo dell’utero ed il canale vaginale.

Ecografia ginecologica

ginecologiaE’ lo studio della pelvi ed in particolare dell’ utero e degli annessi  uterini (tube  ed ovaie), attraverso gli ultrasuoni (vedi sezione dedicata alle ecografie). L’esame può essere condotto per via transaddominale,  cioè con una sonda che viene appoggiata sull’addome, o per via transvaginale, ovvero con una sonda che viene introdotta in vagina. Nel primo caso si ha una panoramica più ampia e si chiariscono i rapporti delle strutture genitali con gli organi vicini. Tale approccio richiede un adeguato riempimento vescicale.  E’ l’approccio d’elezione in età prepubere e nelle pazienti virgo o che non accettano la metodica transvaginale.  Quest’ultimo approccio è, in genere, preferibile poiché consente di esaminare più da vicino e quindi con più nitidezza gli organi genitali interni. Non richiede il riempimento vescicale ed è ben tollerato dalle pazienti.

Le sonde transaddominali e transvaginali forniscono in genere immagini bidimensionali. In ginecologia, l’utilizzo di sonde tridimensionali è riservato solo allo studio delle malformazioni uterine.

L’ecografia ginecologica consente di valutare l’utero definendone la posizione, la forma e la morfologia, segnalando, in particolare, la presenza di fibromi, di cui andranno precisati la sede, le dimensioni ed il numero.  Si deve valutare poi l’endometrio e la cavità uterina segnalando la presenza di polipi, miomi o malformazioni uterine.

Si passa poi a descrivere le dimensioni e l’aspetto delle ovaie ed ovviamente anche eventuali processi espansivi a loro carico (es. cisti ovariche, miomi, teratomi etc), precisandone l’ecogenicità, la vascolarizzazione, le dimensioni, le concamerazioni ed infine la presenza di setti e/o vegetazioni al loro interno.

Le tube non sono generalmente visibili con l’ecografia a meno che non siano sede di patologie.

L’ecografia ginecologica e’ un utilissimo compendio alla visita ginecologica e viene effettuata in base ai sintomi riferiti dalla paziente all’anamnesi ( dolori pelvici, irregolarità del ciclo mestruale, sanguinamenti atipici, valutazione di pazienti che sono state operate di tumori pelvici, valutazione di pazienti che assumono farmaci per il trattamento del tumore al seno e che possono stimolare la crescita dell’endometrio etc), ma può essere eseguita anche come un controllo di routine. Se si deve escludere la presenza di un  polipo endometriale, l’esame va condotto in fase postmestruale precoce, mentre per valutare eventuali malformazioni uterine andrebbe effettuato in fase premestruale.   (SIEOG).

Visita ostetrica

Serve a verificare la presenza di una gravidanza e a valutarne l’andamento.  Generalmente, in assenza di patologie,  si effettua con cadenza mensile.  Durante la visita si valutano le condizioni generali della gestante, la pressione arteriosa, il peso corporeo e gli esami emato -chimici prescritti.  Si controllano inoltre le dimensioni  dell’utero e la cervice uterina, mediante la visita ostetrica, alla ricerca di eventuali modificazioni del reperto cervicale. Infine si valutano la vitalità ed il benessere fetale, mediante controllo ecografico o con doppler portatile.

Ecografia ostetrica

ginecologiaL’ecografia in gravidanza ha scopi diversi a seconda dell’epoca gestazionale  a cui viene eseguita.

Nel primo trimestre l’ecografia, oltre a valutare utero ed ovaie, consente di valutare la sede d’impianto dell’embrione, il numero degli embrioni, consente di visualizzare il battito cardiaco fetale, di misurare la translucenza nucale e di valutare se le dimensioni dell’embrione corrispondono all’epoca gestazionale. Generalmente viene effettuata tra 11- 13 settimane gestazionali.

Nel secondo trimestre ( tra 19- 22 settimane di gravidanza) si effettua l’ecografia morfologica che consente di valutare l’anatomia fetale e la biometria fetale, ovvero di valutare  se la crescita fetale è coerente con l’epoca della gravidanza. Si valuta inoltre l’inserzione della placenta  e l’entità del liquido amniotico.

Nel terzo trimestre (tra 30 e 32 settimane di gestazione) si effettua l’ecografia per valutare l’accrescimento fetale, la quantità del liquido amniotico, la localizzazione placentare e la presentazione fetale.  (SIEOG).

Visita uroginecologica

E’ una particolare visita ginecologica volta alla ricerca di eventuali disturbi a carico delle strutture del pavimento pelvico. E’ un utile compendio alla visita ginecologica e andrebbe eseguita anche in assenza di sintomi riferiti dalla paziente.

Spesso infatti le donne, per timore o vergogna, non riferiscono eventuali problematiche di prolasso e/o incontinenza urinaria e/o fecale, per cui è compito del medico ricercare comunque questi disturbi. In caso di patologia a carico del pavimento pelvico, dopo un’attenta anamnesi mirata ai disturbi del basso tratto uro-genitale, si passa alla valutazione di eventuale incontinenza urinaria da sforzo (stress test) , di eventuale eccessiva mobilità dell’uretra sotto sforzo (Q- tip test) e dell’eventuale discesa delle pareti vaginali sotto sforzo (prolasso degli organi pelvici).

Si valuta inoltre il tono e la funzionalità della muscolatura del pavimento pelvico, in particolare del muscolo elevatore dell’ano (principale muscolo del pavimento pelvico), nella sua componente pubo-coccigea (PC test). Si valuta poi l’integrità dei principali riflessi nervosi  perineali.

Si completa la visita insegnando alla paziente alcuni esercizi per  tonificare e rinforzare la muscolatura del pavimento pelvico, al fine di prevenire lo sviluppo di disturbi a carico del perineo o di evitarne il peggioramento laddove si siano già instaurati.

Tutto questo al fine di ottenere una corretta diagnosi del disturbo in questione, in modo da offrire alla paziente la terapia più adeguata sia essa chirurgica, farmacologica e/o riabilitativa.

PAP Test

Il pap test è un esame citologico che consiste nel prelevare alcune cellule del collo dell’utero da mandare ad analizzare al fine di indagare alcune alterazioni cellulari in fase precoce, prima cioè, che diventino vere e proprie cellule tumorali.

ginecologiaE’ un esame di screening, cioè di prevenzione, condotto su popolazione sana, che si è dimostrato efficace nel prevenire il tumore del collo dell’utero. L’incidenza di questo tumore è notevolmente diminuita con l’introduzione di questo esame ma non è affatto azzerata. Va sottolineato che il tumore del collo dell’utero è, tra i tumori che colpiscono il sesso femminile, uno di quelli con maggior mortalità. Attualmente esiste un programma di screening che prevede l’esecuzione del pap test a tutte le donne tra 25 e 65 anni con cadenza triennale. In realtà si consiglia l’esecuzione del pap test dopo circa un anno dall’inizio dell’attività sessuale, con cadenza annuale e anche nella postmenopausa.

L’esecuzione del pap test  consiste nello strisciare con delle apposite spatole sulla superficie esterna ed interna del collo dell’utero , facendo un prelievo a 360°. Il materiale prelevato viene poi strisciato su un vetrino e mandato al laboratorio per essere analizzato.

L’esecuzione del pap test è rapida, non è dolorosa, può essere fastidiosa, in relazione alla sensibilità individuale e non comporta alcun rischio. Nei giorni successivi si possono avere piccole perdite ematiche vaginali. Dopo l’esecuzione del pap test si può tornare immediatamente alla propria vita normale senza  limitazioni per quanto riguarda la propria igiene ed attività sessuale.

Il prelievo va eseguito tra il 10° ed il 20° giorno del ciclo mestruale; nelle 24 ore precedenti non si deve aver avuto rapporti sessuali né aver introdotto in vagina ovuli, creme, lavande, tamponi etc.

Il pap test può essere eseguito in gravidanza, durante l’assunzione di terapia estro/progestinica, in pazienti portatrici di dispositivi intrauterini (spirale) ed anche in menopausa.

Il pap test deve essere eseguito anche nelle donne  sottoposte a vaccinazione per  il virus HPV in quanto il virus immunizza verso i principali ceppi virali di HPV in grado di causare il tumore del collo dell’utero, ma non verso tutti i ceppi virali in grado di dare origine a questo tumore.

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