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PSICOLOGIA


PROMUOVERE IL BENESSERE PSICOLOGICO

psicologia

La parola benessere è spesso associata ad uno stato di buona salute; l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce salute “ uno stato di benessere fisico, mentale, sociale e non solamente assenza di malattia o infermità”. La persona viene presa in carico nella sua complessità, considerando la possibilità di raggiungere adeguate condizioni sociali (economiche, lavorative, abitative, ecc) e un equilibrio psicologico ed emotivo. Il modello biomedico, per cui la malattia è riconducibile a variabili biologiche da trattare con interventi terapeutici mirati, è ormai superato e sostituito dal modello bio-psico-sociale.

Tra alcuni interventi volti alla promozione del benessere psicologico troviamo:

  • Training di rilassamento psico-fisico e gestione dello stress: rilassamento muscolare progressivo, training autogeno, tecniche di meditazione e di visualizzazione e controllo della respirazione;
  • Tecniche per migliorare la gestione degli stati emotivi;
  • Training di assertività, volti all’apprendimento e al potenziamento delle capacità comunicative e relazionali della persona;
  • Riconoscimento e potenziamento delle proprie capacità relazionali e sociali;
  • Incremento dell’autostima;
  • Gestione dei disturbi psicosomatici e del dolore cronico: cefalea, contratture muscolari, mal di schiena, mal di testa, ipertensione, disturbi digestivi;
  • Trattamento dell’insonnia;
  • Training per la gestione del peso corporeo, utile per aderire con successo alle regole di un piano alimentare volto alla perdita di peso, imparando a gestire efficacemente i momenti di frustrazione e l’emotività incontrollata che spesso porta a una alimentazione disordinata.

Spesso lo stress  a cui siamo esposti durante la routine quotidiana rischia di farci sperimentare una condizione di “blocco” o “sovraccarico” che si traduce, a volte, in sintomi somatici di vario tipo. In questi momenti, abbiamo l’impressione di non essere più in grado di prendere decisioni, di portare a termine gli impegni o risolvere i problemi di tutti i giorni.

La linea da seguire è quella del “benessere psicofisiologico”, cioè la ricerca di un equilibrio psicofisico che si traduce in uno stile di vita più sano e non all’insegna dello stress e delle tensioni muscolari che portano ad ansia, insonnia, nervosismo persistente, mal di testa, problemi di alimentazione.

Sostegno Psicologico in caso di dolore cronico

Nel corso della vita chiunque prova dolore. Questa parola viene spesso pronunciata dal paziente che prova a spiegare e comunicare il proprio star male al medico a cui si riferisce. Il dolore, allo stesso tempo, si accompagna alla percezione di un cambiamento improvviso, inaspettato e inaccettabile; da una parte impaurisce e dall’altra rafforza la volontà di ristabilire  lo stato precedente di salute.

In un’ottica funzionale, il dolore assume un ruolo protettivo: agisce come allarme per indicare precocemente la presenza di un danno, svolgendo un’azione adattiva per la salute e il benessere degli esseri viventi.

psicologiaTuttavia, il dolore perde il carattere funzionale di allarme e acquisisce le caratteristiche di malattia cronica quando la sua durata si protrae oltre il normale tempo di guarigione. L’ International Association for the Study of Pain (IASP) descrive il dolore come “un’esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole associata a un danno reale o potenziale del tessuto, o descritta con riferimento a tale danno”. Tale definizione, oltre a descrivere il dolore come sintomo di una lesione organica, mette in evidenza la dimensione personale del dolore stesso e le sue ripercussioni sulla sfera cognitiva, affettiva, comportamentale, relazionale e motivazionale della persona: “ non è tanto l’organo che soffre, quanto la vita che si contrae e che, persa ogni intenzionalità, si organizza al ritmo del dolore” (E. Molinari, G. Castelnuovo, Psicologia clinica del dolore, Springer, Milano, 2010.)

Il dolore, dunque, può avere molteplici significati che vanno oltre al danno o evento che lo hanno provocato in origine. Pertanto, lo psicologo può essere un valido supporto per indagare i significati emotivi e relazionali del dolore e per fornire strategie di coping alternative e funzionali.

Fisioterapia e Psicologia

Alcuni degli ultimi studi scientifici confermano il ruolo della psicologia e della fisioterapia nella gestione combinata in caso di dolore cronico.

Nei pazienti con specifiche diagnosi mediche, quali ad esempio: fibromialgia, poliartrosi, dolore miofasciale cronico, mal di testa ed emicrania cronica, sindrome del colon irritabile, si riscontrano pensieri ed emozioni che alimentano e costituiscono carburante nel mantenimento dello stato doloroso. La vulnerabilità emotiva a cui è esposto il paziente che ha subito un infortunio o che manifesta dolori cronici è un aspetto facilmente osservabile nella fase di riabilitazione.

Un percorso riabilitativo ha maggiori possibilità di successo e di mantenimento nel tempo se la persona è motivata, serena e fiduciosa nella propria capacità di recupero. Per questo motivo risulta utile avvalersi di un sostegno psicologico per la gestione dello stress associato allo stato di malattia o sperimentato durante la riabilitazione.

La fisioterapia, a sua volta, contribuisce alla gestione del dolore in diversi modi: valutazioni di movimento corretto e scorretto, rieducazione posturale, tecniche  per ridurre la causa meccanica che contribuisce al disturbo cronico, massoterapia, mobilizzazione dei tessuti molli e nervosi periferici, manipolazioni.

Dott.ssa Maria Antonietta Cupi
Psicologa – Psicoterapeuta

Nel nostro centro

In Progetto FisioLab di Civitanova Marche le sedute di Psicoterapia vengono effettuate previo appuntamento  dalla Dott.ssa Maria Antonietta Cupi Psicologa – Psicoterapeuta (vedi pagina contattateci).